SALONE DEL MOBILE: PARTE III

IL FUORI SALONE

Se il salone è stato molto interessante le installazioni e gli eventi sono stati assolutamente all’altezza delle aspettative.

SOFT HOME – PALAZZO BOVARA

Ero molto curiosa di vedere Soft Home e devo dire che mi è piaciuto moltissimo… L’installazione frutto della collaborazione tra Mercante Testa /UdA Architetti, H- ART ed ELLE DECOR ITALIA è un vero concentrato di gusto, design e tecnologia; passato e futuro perfettamente fusi insieme in un tutto armonico e coinvolgente.

L’allestimento, stimolante non solo per i professionisti del settore ma davvero alla portata di tutti, è un susseguirsi di stanze all’interno di un incantevole palazzo storico, Palazzo Bovara, in cui il visitatore viene chiamato ad interagire con lo spazio.

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Il percorso è stato studiato in modo da suscitare emozioni, portando la persona a riflettere su se stessa, sui propri ritmi, le proprie insicurezze e i sui propri desideri. Un itinerario divertente e curioso in cui scoprire in ogni stanza un’attività diversa tornando un po’ bambini…superfici da suonare, da toccare, da guardare, maxi schermi ultratecnologici, specchi e tavoli interattivi; insomma un’esperienza altamente sensoriale ed emozionale in cui pezzi intramontabili di design donano all’ambiente un’aria calda e accogliente.

In un epoca fatta di ritmi frenetici in cui tutto scorre ad una velocità tale che troppo spesso diventa difficile fermarsi ed apprezzare l’unicità del momento, entrare nel mondo ovattato e confortevole di Soft Home regala quel senso di quiete e serenità che sempre più oggi manca.

Suoni armonici, sedute avvolgenti, superfici soffici e dai colori rilassanti si congiungono a innovative soluzioni digitali in cui poter ammirare un’opera d’arte o con cui interagire lasciandosi consigliare sull’abbigliamento piuttosto che ricevere informazioni sulle ultime notizie.

Insomma si ha la percezione di essere immersi in un sogno in cui tutto ciò che desideri si materializza davanti a te…

Una casa ancora distante dalla realtà ma che rappresenta sicuramente la casa che tutti vorremmo avere.

OPEN BORDERS- UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

Entrando nel cortile della Statale, edificio storico rinascimentale che accoglie l’Università degli studi di Milano , si ha subito la percezione della portata dell’evento del fuorisalone 2016.

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Per chi ha avuto la fortuna come me, di visitare questo allestimento di sera, sicuramente sarà rimasto a bocca aperta nel trovarsi di fronte uno spettacolo di luci e colori di grande impatto visivo. Non poteva infatti certamente passare inosservato “Towers”, di Sergey Kuznetsov e Agniya Sterligova posto al centro del cortile d’Onore de la ”Ca’Granda”. Un cilindro alto 12 m la cui superficie, composta da pannelli led, proietta i disegni dei visitatori, i quali hanno modo di dare sfogo ai loro messaggi e alla loro personale creatività attraverso i monitor digitali posti ai 4 angoli del cortile.

L’installazione nel suo complesso è stata pensata come un insieme di cluster tematici; una contaminazione tra diversi ambiti disciplinari che spaziano dal design, alla sostenibilità passando per il cinema fino all’arte.

La passeggiata tra i suggestivi chiostri quattrocenteschi permette di apprezzare le diverse prospettive passando dalla microscala del singolo oggetto di design alla macroscala; è il caso dell’immensa onda di polimero “Invisible Border“di MadArchitets.

Il paradosso è che, nonostante l’esposizione sia stata ideata con una forte connotazione tecnologica, la percezione che ho avuto è stata quella di uno stretto contatto con l’ambiente naturale. Le installazioni infatti sono riuscite a trasmettere una suggestiva componente emozionale : l’onda sembra davvero smossa dal vento, così come il mutare del cielo in un stanza sembra fermare il tempo. Basta infatti varcare una soglia e ci si trova tutti col naso all’insù osservando il giorno che insegua la notte, i colori caldi e rilassanti di un’alba soleggiata che ben presto lasciano il posto a cupe nubi accompagnate da lampi e fulmini per poi ritrovarsi a sognare sotto un cielo pieno di stelle… Insomma un percorso davvero suggestivo.

Tra le altre esposizioni sparse per la città ho apprezzato moltissimo la proposta di DIMORE studio… una allestimento davvero immersivo tra oggetti di grande valenza estetica ed emotiva…una selezione di pezzi in grado di reinterpretare in chiave contemporanea il fascino del passato.

Dal passato che aleggia in Brera Design District,  all’interpretazione futuristica dell’installazione di Formafantasma per Lexus, An Encounter with Anticipation in zona Tortona; un allestimento le cui protagoniste sono statue cinetiche che rievocano l’atomo di idrogeno. Un’esposizione non solo molto scenografica ma anche mirata a porre l’attenzione ad un tema oggi molto delicato “la produzione di energia pulita” .

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Indiscutibile l’ospitalità giapponese in cui ci si trova immersi, anche se personalmente l’esperienza culinaria da cucina stellata mi ha lasciata un po’ perplessa. Sebbene sia apprezzabile l’intento di creare una degustazione partendo dal concetto di” acqua pulita”, diciamo che da italiana doc, amante della buona forchetta, ritengo che anche il gusto debba avere la sua parte…

Prima di concludere con un installazione che mi ha stupita voglio ancora spendere qualche parola sullo spazio allestito dal marchio MOOOI… uno spazio fantastico, quasi surreale, in cui sogno e realtà si fondo in uno spettacolo dal grande impatto scenico… la scoperta dietro ogni tendaggio di un nuovo mondo fatto di colori, tessuti, luci complementi di arredo in grado di creare delle scenografie spettacolari, originali e giocose mi ha incuriosita e divertita.

GEOLUX – VIA SAVONA 37

Termino il mio spaccato sul fuorisalone con “Unveil” di Naoto Fukasawa per GEOLUX – a mio avviso uno degli allestimenti più suggestivi …

Ho apprezzato in modo particolare questa esposizione non solo perché ospitata in una delle mie location preferite ma soprattutto perché il connubio tra lo spazio fascinoso, con un’allure decadente e la bellezza del materiale esposto, assimilabile alla pietra naturale, dona un senso di leggerezza, grazia e raffinatezza davvero unico.

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Complimenti al curatore di questa installazione perché è riuscito ad esaltare al massimo le peculiarità di questo prodotto innovativo, Pyrolithic® Stone; un materiale dalla straordinaria bellezza estetica e dalle elevate performance tecniche e funzionali.

Credo di poter affermare che il 55 esimo Salone Internazionale del Mobile è stato un grande evento non solo ad alto contenuto estetico , tecnologico e scenografico ma decisamente carico di una valenza concettuale molto chiara e forte: dobbiamo rallentare e dedicare più attenzioni a noi stessi e all’ambiente che ci circonda. Cerchiamo di sfruttare le infinite tecnologie di cui oggi disponiamo al fine di creare un ambiente più facile da vivere ma anche più sano, lavorando sia sullo spazio costruito sia prendendoci cura del nostro pianeta.

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